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Gennaio 2013: IL PARCO NON è ATTUALMENTE VISITABILE in quanto sottoposto a intervento di restauro e manutenzione.
Per info: tel. 0423 735626

Il sito ove oggi sono insediati la villa e il parco Bolasco era detto in antico il Paradiso e appartenne prima ai Tempesta, quindi ai Morosini e, dal 1509, ai patrizi veneziani Corner, i quali, sino all'inizio del XIX secolo, disponevano di due palazzi giustapposti, rusticali, peschiere e un vasto giardino all'italiana ornato da statue, opera di Orazio Marinali (1643-12720).

I due corpi di fabbrica del Paradiso furono rasi al suolo intorno al 1803 dal loro ultimo proprietario, il nobile Nicolò Corner Giustinian, che pure ridusse ad arativo il giardino. Nel 1808 i beni dei Corner posti a Castelfranco e nel territorio circostante furono acquistati dalla famiglia Revedin.

L'imponente mole della villa Revedin, poi Rinaldi, quindi Bolasco (ora proprietà dell'Università di Padova), eretta fra il 1852 e il 1865, si deve al conte Francesco Revedin (1811-1869), podestà e primo sindaco di Castelfranco nel 1866, che ne affidò la progettazione al celebre architetto veneziano Giambattista Meduna, autore anche dei disegni per il Teatro 'La Fenice' di Venezia.

Notevoli, all'interno del compendio, sono il monumentale scalone del Meduna, il salone da ballo decorato dal pittore Giacomo Casa e le eleganti scuderie, eloquente manifestazione, nell'architettura e nei materiali 'nuovi' (ghisa e ferro), della grande passione per i cavalli nutrita dal conte Revedin.

Sul luogo del giardino all'italiana dei Corner, il Revedin fece allestire un grande parco all'inglese, noto anche come Parco Bolasco. Alla sua progettazione concorsero, oltre al Meduna, altri famosi architetti del paesaggio dell'epoca, tra cui Francesco Bagnara e Marc Guignon. Tuttavia la configurazione attuale, risalente al periodo 1868-1878 appartiene all'architetto vicentino Antonio Caregaro Negrin. Una passeggiata nel parco permette di scoprire scorci e squarci di luce, colori e riflessi cromatici, sempre diversi: alberi e specchi d'acqua, slarghi prativi e macchie di sottobosco, ponticelli e collinette artificiali, e poi architetture 'disperse', come la serra in stile ispano-moresco, la cavana, la torre. Infine, sullo sfondo verso nord, il capolavoro: la splendida arena-cavallerizza, maneggio prediletto dal conte Revedin, coronata da decine di statue del secolo XVII, recuperate dal giardino Corner, e introdotta da due statue equestri poste sopra alti basamenti, anch'esse, con la torre colombara dell'ingresso ovest,reperti dello scomparso Paradiso Corner.

Il Parco, che si estende su 7,63 ettari, conta un patrimonio arboreo di oltre 1.000 individui, appartenenti a 65 specie diverse. Circa 35 esemplari hanno un'età di impianto compresa fra i 75 e i 125 anni, mentre 440 piante contano fra i 50 e i 70 anni.

Il Parco è visitabile con i seguenti orari:

- fino al 20 settembre: martedì e giovedì (10-12.30 e 15-19.30) e sabato e domenica (10-13 e 15.30-19.30)

- dal 21 settembre al 2 novembre: martedì e giovedì (10-12.30 e 15-17.30) e sabato e domenica (10-13 e 14.30-17.30) 

La Villa e il Parco Bolasco purtroppo sono oggi, per diversi motivi, a rischio di forte degrado, per contrastare il quale il Comune di Castelfranco e l'Assessorato alla Cultura stanno attuando un'importante campagna informativa e una raccolta di firme, che conta già numerose adesioni.

Per maggiori informazioni: www.villaparcobolasco.it